Come nacque e come morì il marxismo occidentale
1. Il marxismo occidentale e la rimozione della questione coloniale
Perchè, dopo aver goduto una straordinaria fortuna sino a diventare la koin degli anni ’60 e ’70, il marxismo è caduto in Occidente in una crisi così profonda? Certo, in questa vicenda hanno giocato un ruolo essenziale gli avvenimenti storici che tutti conosciamo, culminati nel crollo dell’Unione Sovietica e del campo socialista. E, tuttavia, pur ineludibile, questo tipo di spiegazione non è esaustivo: occorre approfondire l’analisi, concentrando l’attenzione sulle debolezze intrinseche che il marxismo rivela in Occidente anche negli anni in cui la sua egemonia sembra incontrastata. Ciò è più che mai vero per l’Italia. Conviene prendere le mosse da un dibattito nel 1954 provocato da Norberto Bobbio. Questi, pur giustamente insistendo sulla irrinunciabilità della libertà formale e delle sue garanzie giuridico-istituzionali, ascrive a merito degli Stati socialisti di aver iniziato una nuova fase di progresso civile in paesi politicamente arretrati, introducendo istituti tradizionalmente democratici, di democrazia formale come il suffragio universale e l’elettività delle cariche, e di democrazia sostanziale come la colletivizzazione degli strumenti di produzione.
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