“Pensare attraverso le immagini”: la simbolica della natura in Albert Camus

1. La natura, ovvero la “verità” resa visibile 

«Il mondo, il dolore, la terra, la madre, gli uomini, il deserto, l’onore, la  miseria, l’estate, il mare»: sono queste le dieci parole o, se si vuole, le dieci  immagini che Albert Camus – quasi in un’intima confidenza a se stesso – dice di  preferire e costituiscono tutto un mondo. Un mondo affettivo che l’autore  franco-algerino, nel corso della sua breve e complessa parabola di artista e di  uomo, ha saputo tradurre e coagulare in un’opera.  

Una verità, quella da lui ricercata e della quale si è sforzato di delineare i  confini, che “non gira a vuoto” sui concetti e sulle formule, ma che si nutre di  terra e di colori (spesso in violento contrasto tra di loro), di “bellezza” e di  “dolore”. Una verità fatta di un sole che, spesso, non manca di mostrare la sua  “faccia nera”.  

La scrittura camusiana incide sulla pagina – senza cedere quasi mai a facili  virtuosismi stilistici – immagini e paesaggi (naturali e interiori) che restano  scolpiti nella memoria del lettore: «Perché sono un artista e non un filosofo? E’  che io penso secondo le parole non secondo le idee».  

E ancora: «I sentimenti, le immagini moltiplicano per dieci la filosofia».  Del resto, egli ne è convinto, «si può pensare soltanto per immagini». 

[Per leggere di più, vedi allegato]

12/10/2014
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