La nazione, quale comunità creativa del soggetto: tensione morale ed energia vitale nel neoumanesimo politico humboldtiano
Nel panorama culturale tedesco, l’interpretazione filosofica dei concetti di vita e di politica e del loro
reciproco interagire subisce una svolta significativa nel momento in cui, al declinare del Settecento, il
razionalismo di conio kantiano si stempera nel tormentato infinito della filosofia romantica del sentimento e della natura. Acuto interprete di questa svolta è senza dubbio Wilhelm von Humboldt. Nel binomio concettuale vita-politica, preso qui in esame, questo pensatore attribuisce un’assoluta centralità teorica al primo termine, alla vita, facendo della politica una nozione soltanto marginale e strumentale, un concetto-quadro entro il quale tessere la trama del suo discorso etico-sociale in senso proprio. Per la piena intelligenza di questo binomio, è perciò necessario che si parta dall’analisi della categoria humboldtiana di vita.
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