Postille inedite agli Aforismi politici di Campanella
Premessa
Frammenti di un discorso di pace, di tolleranza.
E’ difficile stabilire con certezza quando e per mezzo di chi Grozio poté avere il testo degli Aforismi di Campanella; tutt’altro che facile è poi attestare sistematicamente il senso dell’interessamento del giurista olandese per l’opera campanelliana; risulta per giunta che i due, pur trovandosi a Parigi nello stesso torno di anni e frequentando anche i medesimi ambienti, non si siano mai incontrati di persona. Non solo, ma indubbiamente ci troviamo di fronte a due personalità antitetiche: alla formazione metodica e obbiettiva del giurista olandese, formatosi nel severo e rigoroso ambiente culturale dell’Università di Leida, fa riscontro il pensatore calabrese autodidatta, incline all’improvvisazione e a vagheggiare utopiche concezioni totalitarie.
Nondimeno in entrambi questi pensatori, esponenti di due culture contrapposte, Protestantesimo e Cattolicesimo, Latinità e Germanesimo, vige una medesima e radicata istanza di pervenire ad una concezione ecumenica, ad una pace universale.
Traluce in sostanza una concordia di fondo ed una profonda unità di intenti, al di là dei singoli asserti che non di rado risultano apparentemente divergenti per non dire antitetici.
Ai 150 Aforismi di Campanella fanno riscontro soltanto 61 Postille groziane. Non si tratta certamente di critica storica da parte del giurista olandese, né di un dialogo sistematico, ma di note fugaci e minute, puntuali, non di rado velate anche da una benevola e sottile ironia.
Quasi punti segnati dallo spillo di un compasso, atti a fungere da coordinate per un disegno universale di pace, per una geografia universale della fede e della tolleranza.
Si tratta di una serie di enunciati, di una sorta di costellazione di note che si dipanano in un dis–cursus, che corre qua e là, indicando soltanto le mosse, i passi, gli scorci di un percorso accidentato e ancora tutto da appianare, perché possa rendersi infine pacificamente e agevolmente percorribile. Affinché diventi un sicuro e aperto cammino di pace, universalmente perseguibile.Alle folgorazioni degli Aforismi campanelliani, che tutto bruciano e concentrano nella densità di poche e incisive battute, Grozio aggiunge brevi note, queste Postille, quasi a voler tessere una sorta di dialogo indiretto e mai pronunciato; accennando alla possibilità di un senso ancora da definire compiutamente e perciò stesso ancora indicibile expressis verbis ; e lo fa nella forma ancora più inquietante del frammento, che tutto evoca e disperde.
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