Governo e costituzione in Hegel. Le “Lezioni di filosofia del diritto”

Le lezioni hegeliane di filosofia del diritto, ormai a disposizione da quando Karl-Heinz Ilting iniziò a pubblicare alcuni dei corsi tenuti da Hegel dal 1818 al 1825, ci offrono la possibilità di studiare Hegel in modo diverso. Non uno Hegel diverso, come tentò di fare Ilting fornendoci l’immagine di uno Hegel liberale e progressista contro quella dello statolatra prussiano, ma uno Hegel che continua a pensare filosoficamente la modernità politica. In questo quadro i Lineamenti non vengono né ridimensionati né assolutizzati, ma diventano parte di un work in progress comprendente tutti i corsi di lezione tenuti. Inclusi quelli pubblicati dopo l’edizione di Ilting.

Il lavoro di Pierpaolo Cesaroni ha il merito di ripercorrere filosoficamente la riflessione hegeliana sulla filosofia del diritto nelle diverse formulazioni sistematiche rintracciabili nei successivi cicli di lezione. Ne emerge uno Hegel che pensa per problemi. Che si pone il dispositivo politico-teorico della modernità come problema. Ed è in questo attraversamento della modernità politica che l’ultimo Hegel «pone sempre più in secondo piano la figura del principe, e ridisegna il suo discorso sullo Stato attorno all’ampia e stratificata idea di attività di governo, la quale si radica tanto nella molteplicità differenziata della costituzione dell’elemento etico, quanto nel problema politico dell’equilibrata riunificazione che sorge naturalmente dall’esperienza di tale molteplicità» (p. 50).

[Per leggere di più, vedi allegato]

14/12/2007
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