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Interventi successivi

Declinare la democrazia: popolo e sovranità in Rousseau e Bentham
Anna Maria Loche - settembre 2011

n primo luogo, i progetti di Rousseau e di Bentham non ebbero, di fatto, molta fortuna presso i contemporanei e gli immediati successori: se il modello proposto dal primo non poteva essere accolto dai grandi Stati nazionali liberali dell’Europa ottocentesca, quello benthamiano in quegli stessi ambienti doveva senz’altro apparire di ardua realizzazione. In secondo luogo, tra le due filosofie sussiste un forte divario teorico, in quanto quella di Rousseau poggia su un’originale concezione del contrattualismo problematicamente in relazione con il repubblicanesimo; quella di Bentham, invece, trova nell’utilitarismo la sua indispensabile giustificazione
Come aquila incontro alla tempesta. I dilemmi di Rousseau, tra natura e politica
Maria Grazia Recupero - luglio 2012

È illuminista, storicista, dialettico, Rousseau. Ma anche deluso, intimista e nevrotico. Il suo mondo – a metà fra un’epoca di là da venire e un passato dissolto – è contemporaneamente enigmatico come un sogno, opaco come la dipendenza sociale, trasparente come la coscienza in vista di se stessa. Ciò che rimane non è un quesito di logica ma una domanda di senso, un dilemma, intorno alla forma prismatica dell’esistenza. Può essere utile distinguere per unire, una volta, ciò che Jean-Jacques non poteva finché in quel mondo è rimasto: il dualismo fra physis e nomos, homme e citoyen; fra natura e politica.
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