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La filosofia politica di Hobbes, settembre 2008: Papers

La simbologia del “Dio mortale” tra religione e politica: “Behemoth against Leviathan”
di Luigi Alfieri

Prima di entrare nel merito del mio intervento, sento il bisogno di due dichiarazioni preliminari. La prima è decisamente banale, ma mi pare onesta. Chi parla non è uno specialista di Hobbes e non intende minimamente spacciarsi per tale. Hobbes è uno dei classici da me più frequentati: dal momento che uno dei miei temi favoriti è il rapporto tra violenza e ordine politico, mi accade spesso di citarlo. Però non ho mai scritto tematicamente su di lui e non seguo sistematicamente la letteratura che lo riguarda. Debbo dunque mettere in guardia i miei ascoltatori [...]
L’"armonia dell’irregolare": Hobbes e il manierismo politico - versione provvisoria
di Laura Bazzicalupo

Ho accolto il titolo che mi è stato proposto dagli organizzatori di questo seminario hobbesiano, con piacere e, in qualche modo, come una sfida. E’ evidente che suggerisce un taglio interpretativo che rimanda alla lettura che negli anni sessanta venne data da un libretto, prezioso per acume e intelligenza, quello di Roman Schnur su individualismo e assolutismo, dove la figura di Hobbes (e parallelamente quella di Pascal) veniva collocata allo sbocco di una stagione culturale, tardo cinquecento e seicentesca, della quale si ricostruiva la Stimmung ricorrendo al codice dell’arte del tempo, tra manierismo e barocco incipiente [...]
Potere civile e potere ecclesiastico in Hobbes - versione provvisoria
di Dimitri D'Andrea

A partire dagli ultimi decenni del Novecento si è registrata una crescente attenzione alle parti teologiche del Leviatano. Non sempre, tuttavia, ad una più ravvicinata considerazione della riflessione teologica di Hobbes si è associata una comprensione del suo rilievo sistematico e l’acquisizione di una diversa prospettiva sull’insieme della sua filosofia politica. La tesi che intendo argomentare è che la crescente attenzione dedicata da Hobbes alle questioni religiose e teologiche – dai brevi cenni contenuti negli Elements a circa metà della versione inglese del Leviatano - sia legata ad una duplice consapevolezza [...]
«…partly in the passions, partly in his reason…» - versione provvisoria
di Giovanni Fiaschi

Ciò che desidero proporre è un esercizio di lettura di un passo a mio parere cruciale della fine del capitolo XIII del Leviathan: «And thus much for the ill condition which man by meer Nature is actually placed in; though with a possibility to come out of it, consisting partly in the Passions, partly in his Reason.» [...]
La teologia politica di Hobbes
di Michele Nicoletti

Il titolo di questa relazione, La teologia politica di Hobbes e il problema della secolarizzazione, riecheggia evidentemente, fin dall’uso dei termini, l’interpretazione che Carl Schmitt ha dato dell’intreccio tra teologia e politica nel pensiero di Hobbes nei suoi scritti del dopoguerra, in particolare nella nota 53 all’edizione del 1963 del suo Begriff des Politischen e nel successivo saggio Die vollendete Reformation del 1965. Vorrei lasciare aperta – chi d’altra parte potrebbe risolverla? – la questione se in questi passi Schmitt intenda davvero parlarci di Hobbes o invece di sé stesso, com’era già capitato nel 1938 con il suo saggio sul Leviatano. [...]
Paura, legame sociale, ordine politico - versione provvisoria
di Elena Pulcini

Il tema della paura è così cruciale nella riflessione hobbesiana da incrociare molti dei suoi nodi teorici fondamentali. Proverò qui a focalizzare tre aspetti, mostrandone le connessioni con il problema della paura: la funzione distruttiva e insieme normativa delle passioni; l’afferenza di Hobbes al paradigma biopolitico; l’assenza del legame sociale e la sua rilevanza per la visione della politica. La decisiva intuizione di Hobbes sta nel dedurre la paura dalla universale e legittima condizione di uguaglianza tra gli uomini [...]
Forme e livelli della razionalità in Hobbes
di Ermanno Vitale

Su tutti i grandi filosofi del passato, e massime sui classici del pensiero politico, si sono, nel corso dei secoli, avvicendate interpretazioni diverse, spesso contrastanti. Ciò vale, ovviamente, anche per Hobbes, sul quale, dopo un paio di secoli di sostanziale ostracismo in cui era sconveniente e perfino pericoloso citarlo (se non per condannarlo senza appello), si sono scritte intere biblioteche. Potremmo così convenzionalmente far partire gli Hobbes Studies contemporanei dalla voluminosa monografia di F. Tönnies del 1896. Da quel momento, mi pare si possa affermare che la grande varietà delle interpretazioni hobbesiane sia stata – per così dire – in parte fisiologica, in parte patologica [...]
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